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| .:: Peveragno - il paese |
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"...si estende alle radici di quella Bisalta in cui pare che la
natura abbia voluto plasmare il tipo di bellezza di montagna facile e pittoresca..."
Vittorio Bersezio, descrivendo la sua terra.
Peveragno è un tranquillo paese che sorge in valle Josina in provincia di Cuneo.
Fanno corona al concentrico dell'abitato la Bisalta a sud, le colline di Moncalvino e San Giorgio
a ovest e a nord, mentre ad est quelle di Castelvecchio e Montefallonio. Il suo territorio variegato
comprendente colline, prati, monti e ricchezza di vegetazione concorre, insieme alla sua ricca storia,
a rendere simpatico ed attraente il paese, conosciuto dai più come "Paese delle Fragole".
L'Amministrazione Comunale, da sempre impegnata nel mantenimento e nella valorizzazione del patrimonio
naturalistico, storico e culturale del proprio paese, ha pensato di trasformare il territorio in un museo
all'aperto, posizionando in alcuni luoghi rappresentativi, per interesse paesaggistico, storico ed artistico,
dei cartelli esplicativi, che illustrino al turista le bellezze del territorio e che ricordino al cittadino
le proprie origini.
La particolarità di questo spazio espositivo all'aperto è la convivenza sul medesimo cartello della lingua
italiana e di quella occitana, che rappresenta per il Comune un momento di libertà, ma anche di responsabilità
europea. Ispirarsi alla storia occitana, infatti, significa gettare un ponte sul passato, affermare che progresso
e sviluppo non possono prescindere dai valori umani e culturali della nostra gente, ma soprattutto significa
coglierne la dimensione internazionale, verso cui tutti noi siamo destinati.
La Bisalta e la collina di San Giorgio sono gli elementi paesaggistici che più caratterizzano il Comune
di Peveragno, paese di Vittorio Bersezio e dell'eroe dell'Amba Alagi Pietro Toselli, le cui origini si perdono in
leggende risalenti al Mille.
E' preceduto dal borgo e dal castello di Fortice (1153) situato tre chilometri a monte del concentrico del paese.
Il nome "Peveragno" compare ufficialmente nel 1299, in un rogito notarile; inizialmente è di proprietà del vescovo di
Asti, cade poi in mano ai marchesi di Monferrato, agli Acaja ed infine ai Savoia, che ne mantengono il possesso definitivo.
Dell'antico castrum medievale rimangono alcune testimonianze della torre campanaria della chiesa di San Giovanni Battista,
un tempo torre difensiva, in alcune tracce della cinta muraria (lungo il vicolo del Carrobio) e soprattutto nell'Arco
del Ricetto, il monumento più noto di Peveragno.
Nelle vicinanze dell'arco, nel centro storico, si possono ammirare la chiesa della Confraternita di San Pietro in Vincoli di
epoca tardo barocca e la chiesa di Santa Maria che si dice antica quanto il paese.
Peveragno vanta inoltre una lunga tradizione d'attenzione alla decorazione architettonica delle sue case, in particolare dei
suoi capitelli. Lungo le vie del concentrico si scorgono i segni della storia sui capitelli, scolpiti seguendo il linguaggio
della decorazione scultorea del tardo Medioevo regionale.
Peveragno è, inoltre, il luogo ideale per gli amanti dello sport: il centro polisportivo in regione Miclet offre la possibilità
di utilizzare campi per il gioco del calcio, del tennis, della pallapugno, delle bocce, mentre gli amanti della natura
possono fare splendide passeggiate nei boschi a piedi o in mountain bike.
I buongustai, invece, possono degustare i piatti tipici della zona nei numerosi ristoranti ed agriturismi presenti sul territorio.
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| La fragola e la trasformazione socio-economica del paese |
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"...Peveragno ha trovato l'oro, a un colpo di zappa da noi, nascosto nella terra che
tutti credevano ingrata ed avara, mentre era soltanto bassa e dura, ma pronta a farsi conquistare dalla fatica. Il paese divenne
così il posto delle fragole, dalle distese di San Lorenzo fino ai pendii della Bisalta..."
Così in un suo articolo pubblicato su "Cuneo Provincia Granda" Gino Giordanengo descrive la rinascita economica portata da questi
piccoli frutti nell'immediato dopo guerra.
Rispetto ad allora, la produzione di fragole ha perso buona parte del suo peso nell'economia del paese. Molte le ragioni.
Attualmente il Comune ha realizzato una serie di interventi volti a valorizzare il piccolo frutto (riconosciuto dalla Commisioni
Europea prodotto I.G.P. Indicazione Geografica Protetta) che è tutt'ora importante nell'economia del paese, ancora in gran parte
basata sull'agricoltura. |
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